Daniele Piparo

A talk with Daniele Piparo - Direttore didattico del SIAM

Industry 4.0, IoT, Robotica, Data Analysis e Business Intelligence: questi sono i trend che Daniele Piparo, direttore didattico presso SIAM, cerca di trasmettere ai suoi studenti nel percorso formativo offerto dall'academy.

Buongiorno Daniele, com'è nata l’idea di un corso dedicato all'Internet of Things?

La Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri – SIAM si occupa tradizionalmente di innovazione tecnologica. Il nostro obiettivo primario è formare profili professionali in linea con i fabbisogni concreti del mercato del lavoro e con i trend di sviluppo socio economico del territorio. Da anni, SIAM è in prima linea sul fronte della promozione delle competenze abilitanti per Industry 4.0, tanto da avere inaugurato al suo interno già nel 2013 SIAMLab, Laboratorio Didattico dedicato alla Digital Manufacturing. Da allora, l’offerta formativa professionale e di specializzazione spazia dall’IoT alla Robotica collaborativa e all’automazione, dalla Data Analysis fino alla Business Intelligence. Internet of things è la chiave di questo cambiamento epocale e quindi il cuore di questi corsi: l’interconnessione tra oggetti ha rivoluzionato non solo il modo in cui si progetta e si produce, ma anche l’interazione tra uomo e macchina; lo scambio di informazioni in tempo reale ha generato nuovi sistemi di produzione cyber-fisici e quindi nuovi modelli di comunicazione e gestione.

Pensiamo che oggi non possa esistere business in grado di sottrarsi alle opportunità offerte dalle tecnologie. I nostri giovani si pongono come protagonisti, e in alcuni casi come acceleratori, di un processo di trasformazione digitale quanto mai necessario e non sempre di facile attuazione per le aziende.

Che valore portano alla vostra offerta formativa le collaborazioni con player di Digital Innovation come Softec?

L’elemento di valore di questa tipologia di corso è il saper fare: non solo lezioni teoriche, ma un’alta percentuale di laboratori pratici svolti anche presso le aziende, project work, tirocini. L’esperienza formativa diventa opportunità concreta di trasformare conoscenze e abilità acquisite in competenze applicabili in contesti concreti di lavoro. I referenti delle nostre aziende partner erogano le docenze in aula, conducono i project work, valutano le performance degli allievi e diventano spesso loro tutor durante i tirocini. La collaborazione con player come Softec (con cui abbiamo l’onore di collaborare ormai da anni) è, intanto, fonte di continua ispirazione per la creazione delle proposte formative future, uno stimolo al miglioramento e all’aggiornamento tecnologico continui, una finestra aperta sul mondo e sui continui cambiamenti in atto; inoltre, rappresenta per gli allievi la possibilità di misurarsi con organizzazioni strutturate, professionalità di livello, prodotti e servizi innovativi.

Offerta formativa SIAM

Che ruolo hanno la tecnologia e il Design Thinking nella vostra proposta di formazione professionale?

Tecnologia e design thinking rappresentano un connubio inscindibile: rappresentano la relazione oggi necessaria tra la scelta di uno strumento/mezzo/tecnologia e la sua modalità più funzionale d’impiego (metodologia) . I nostri allievi sono educati e stimolati a concepire l’innovazione tecnologica in chiave critica, come opportunità continua di miglioramento che non può prescindere dalla comprensione e dalla conoscenza delle logiche complessive che regolano i particolari processi (produttivi o organizzativi).

Per questa ragione preferiamo definire la nostra proposta di specializzazione professionale come “tecnologica” e non soltanto tecnica. Crediamo sia oggi indispensabile formare un capitale umano capace non soltanto di applicare le giuste soluzioni ai particolari problemi, ma di interpretare le sfide della contemporaneità con consapevolezza e sguardo attento alla complessità e ai contesti.

In che modo il Covid-19 ha fatto evolvere il vostro modo di fare scuola? Che strumenti avete usato durante lo scorso a.a. 2020? 

È forse troppo presto stabilire quanto i cambiamenti in atto, causati dalla pandemia, rappresentino un reale progresso per il mondo della formazione. Di certo, nel 2020 ci siamo trovati costretti a sperimentare nuove modalità per l’erogazione dei nostri servizi formativi. Da un lato, il distanziamento ci ha costretti a testare anche le nostre capacità comunicative e relazionali totalmente on line (quelle dei coordinatori, dei docenti, dei tutor e degli allievi), in un modo completamente nuovo, adattivo e che non dà spazio ai recuperi tipici della relazione in presenza. Abbiamo ampliato esponenzialmente l’utilizzo di piattaforme e-learning; abbiamo contestualmente adottato strumenti che semplificano la collaborazione, favoriscono il confronto tra i diversi attori dell’aula virtuale per garantire il monitoraggio dell’apprendimento e del raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati. I risultati, rispetto alle aspettative, ci hanno stupito positivamente.

Formazione tecnolgica

D’altro canto, sento il dovere di dire che il modello e le conseguenti metodologie applicabili in aula sono difficilmente trasferibili nell’attività da remoto. Nella valutazione degli obiettivi da raggiungere bisogna di certo considerare il target che deve beneficiare del servizio formativo. Credo si debba valutare con serietà e attenzione questa esperienza forzata per arrivare a progettare modelli nuovi, magari misti, su cui costruire una nuova idea di formazione che tenga fede ad alcuni obblighi immutabili, ma rigeneri alcuni valori e alcuni modelli rispettando però bisogni e aspettative dei ragazzi.

Quali le opportunità professionali si aprono ai vostri studenti nell’ambito del Retail 4.0, della Robotica e dell’IoT?

Dalla programmazione informatica allo sviluppo web, dalla robotica industriale e dei servizi fino alla meccatronica, dal marketing digitale alla business intelligence: sono molteplici e diversificati gli sbocchi professionali al termine dei corsi. Ma in generale, i profili in uscita sono tra i più ricercati dalle aziende. Non a caso la percentuale di occupazione dei nostri ragazzi, a 3 mesi dalla fine del percorso formativo, supera l’80%.

Ci capita spesso che la domanda di professionalità proveniente dalle aziende superi la quantità di allievi disponibili. Per le aziende, infatti, progettiamo su richiesta quelli che definiamo “talent camp” che hanno l’obiettivo di supportare l’attività di talent acquisition dell’azienda occupandoci della selezione di giovani professionisti formati in base a richieste specifiche.

  
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