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Qual è il panorama dell’AI e guide-robot all’interno di musei e luoghi di interesse culturale?

Non passa giorno che l’esperienza dei turisti nei musei e nei luoghi di interesse culturale non sia determinata in maniera sottile da tecnologie costruite sull’AI. In questo mondo invaso dagli smartphone, i musei e i luoghi di interesse culturale devono far fronte a una sfida notevole per riuscire ad attrarre i visitatori. Nella fattispecie la domanda è: qual è il ruolo dell’AI in un museo?

Per conoscere i propri visitatori, costruire al meglio la loro experience e ottenere dei dati rilevanti da utilizzare per incrementare l’affluenza e sviluppare future strategie di crescita, i musei e i luoghi di cultura di tutto il mondo stanno impiegando l’intelligenza artificiale nei modi più svariati. Le modalità di utilizzo dell’AI più comuni sono: Robot, Chatbox, Computer Vision e Natural Language Processing, solo per citarne alcuni. A differenza dei metodi tradizionali per cui si gestiscono i dati generici una volta all’anno, i musei sfruttano dati strutturati a vantaggio sia dei loro dipendenti che dei loro visitatori. Per via della notevole spinta tecnologica di oggi, in ambito museale l’AI deve promuovere e offrire alle sfide quotidiane soluzioni significative ed efficienti.
Robot, come Pepper, che imitano le espressioni degli esseri umani, aprono la strada a un engagement potenziato, agevolando l’experience del visitatore. Qui presentiamo tre modi in cui un robot umanoide sta cambiando il ruolo dell’AI all’interno dei musei di tutto il mondo.

1. Abbattere le barriere linguistiche

I musei sono la meta turistica per eccellenza, nonché punti focali in ogni itinerario di viaggio che si rispetti! Poiché i musei ospitano turisti da tutto il mondo, è fondamentale abbattere ogni barriera linguistica. Pepper, il nostro robot umanoide, parla ben 21 idiomi ed è famoso per le sue abilità linguistiche che gli permettono di rendere accessibile la cultura, l’arte e la scienza in modo efficace a tutti i visitatori del museo.
L’esempio perfetto è il Museo Nazionale d’arte africana dello Smithsonian di Washington. Durante la mostra “World on the Horizon: Swahili Arts Across the Indian Ocean", Pepper, in qualità di guida digitale, spiegava ai visitatori il notevole ruolo dell’arte dell'Africa sud-orientale sullo sviluppo della cultura globale. La zona dell’Africa orientale di lingua Swahili, dove la mostra è stata ideata, è una realtà vibrante caratterizzata da un fitto scambio di arte e idee culturali. Pepper grazie alle sue abilità linguistiche ha aiutato i visitatori a comprendere il continente africano e la sua arte da un altro punto di vista, e tutto questo in Swahili!

2. Un'accoglienza digitale, anche per i più piccoli

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Si sa che la prima impressione è quella che conta! E si sa che nei luoghi di cultura “l’accoglienza” non è un punto forte. Per affrontare questa sfida, Pepper è stato fondamentale con il suo benvenuto “digitale”: infatti, grazie ai suoi sensori è in grado di attuare un sistema di accoglienza proattivo che favorisce l’engagement e l’interazione con i più piccoli.

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Recentemente il Museo della Scienza di Parigi, “Cité des Sciences & de l’Industrie”, si è distinto per il suo sistema di accoglienza digitale. L’app di Pepper, dal nome “Interrupt dialogue”, offre la possibilità ai visitatori di accedere alle informazioni in maniera veloce. L’app permette ai bambini, poco pazienti di ascoltare le parole del robot, di navigare direttamente sul tablet di Pepper senza che sia necessario attendere il termine della spiegazione. Sia adulti che bambini sembrano più inclini a parlare con il robot e usare il suo tablet, facilitando l’interazione e quindi favorendo l’engagement. Questa accoglienza high-tech ha rivoluzionato il modo in cui visitatori interagiscono con lo staff: è da considerarsi un vero successo! In un’area di 150.000 metri quadrati la possibilità di perdersi è molto facile, perciò avere un robot umanoide come Pepper è sicuramente utile. 

3. Accompagnare i visitatori all'insegna di emozioni e sorprese

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E’ molto raro vedere un robot umanoide come guida di un museo, e non ci sono dubbi sui vantaggi che apporta. Pepper, frutto di pura intelligenza artificiale, è in grado di rispondere alle domande sulla struttura, dare indicazioni ai visitatori e fornire dei suggerimenti personalizzati a seconda delle necessità.
Al giorno d’oggi, internet si è sostituita alle biblioteche in qualità di depositario della conoscenza. Proprio per contrastare questo fenomeno, Pepper è impiegato presso la biblioteca comunale di Hannover per attirare in un modo tutto nuovo i suoi avventori. Inoltre, lavorando come un vero e proprio bibliotecario, fornisce indicazioni, suggerimenti e solletica quell’interesse nei confronti della tecnologia per rendere nuovamente le biblioteche un posto vivace e interessante.
Un altro esempio è Pepper impiegato presso il Museo di Arte Moderna di Barcellona dove ha sostituito le audioguide. “Pepper racconta aneddoti sul museo e spiega l’arte ai nostri visitatori ” afferma José Manuel Infiesta, Direttore del Museo di Arte Moderna e aggiunge “Pepper ha deliziato l’80% dei nostri visitatori durante i suoi due mesi di lavoro”: per Pepper, questo è un risultato notevole nel contesto di un museo.
Oltre alle audioguide, di solito nei musei abbiamo sempre visto delle guide “umane”. L’innovazione ci ha permesso di cercare dei modi nuovi per accompagnare le persone nel corso della loro visita al museo. Presso il Museo Heinz Nixdorf, Pepper conduceva i visitatori nelle aree espositive e spiegava la mostra. Preposto unicamente ad accompagnare i visitatori, Pepper è una fonte di conoscenza con un tocco umano che celebra il modo in cui oggi, i musei impiegano l’intelligenza artificiale nel mondo moderno.

4. Conclusioni

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I visitatori quando entrano nei musei si aspettano arte, cultura e oggetti preziosi da poter ammirare da lontano. E’ molto raro per musei e luoghi di interesse culturale avere un robot che si può fisicamente toccare e con cui interagire attivamente. Inoltre, Pepper lavora come un vero e proprio dipendente, promuovendo l’immagine del museo, proponendo prodotti e servizi, spiegando le promozioni o offrendo consigli su servizi personalizzati. Che altro può fare? Può essere integrato a ogni tipo di software per essere personalizzato a seconda delle esigenze. Il futuro dell’AI potrebbe aprire le porte a nuove opportunità intorno all’esperienza dei visitatori nei luoghi di museali e culturali. Vorresti avere Pepper nel tuo museo?

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foto di autore softbank

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