Come aumentare l’efficienza della filiera agroalimentare grazie al digitale
La filiera agroalimentare è un ecosistema complesso in cui produzione, trasformazione, distribuzione e vendita devono funzionare in modo armonico per garantire qualità, sicurezza e competitività. Ogni passaggio è influenzato da variabili critiche: condizioni di conservazione, tempi logistici, gestione degli stock, tracciabilità dei lotti e coordinamento tra attori diversi.
L’integrazione tra tecnologie IoT, piattaforme dati, automazione e modelli predittivi consente oggi di prendere decisioni basate su informazioni oggettive, ridurre sprechi e inefficienze e migliorare la resa delle produzioni.
Questo articolo analizza le principali sfide della filiera agroalimentare, le tecnologie che ne abilitano l’evoluzione e un caso concreto: Smart Venues, che sta contribuendo a innovare la filiera agroalimentare siciliana attraverso un approccio digitale e data-driven.
Le sfide strutturali della filiera agroalimentare
Prima di comprendere l’impatto del digitale, è utile osservare le difficoltà che caratterizzano quotidianamente il settore. La filiera agroalimentare non è lineare ma una rete complessa composta da aziende agricole, punti di raccolta, stabilimenti di trasformazione, distributori e operatori logistici. Ogni attore utilizza strumenti e pratiche differenti, generando spesso una frammentazione informativa che limita l’efficienza complessiva.
La digitalizzazione diventa quindi una risposta strategica a sfide strutturali profonde:
- Sprechi e deperibilità: la qualità del prodotto dipende da condizioni di conservazione costanti. Anche una singola variazione di temperatura può compromettere un intero lotto, generando sprechi e costi aggiuntivi.
- Tracciabilità frammentata: sistemi cartacei o non comunicanti riducono la trasparenza e la capacità di controllo lungo la filiera.
- Pianificazione inefficiente: dati incompleti limitano la previsione di domanda, scorte e flussi logistici, causando inefficienze.
- Limitata capacità di previsione: senza strumenti analitici avanzati, le decisioni si basano sul passato e non sulle dinamiche future, riducendo resilienza e competitività.
Digitalizzazione della filiera agroalimentare: dati e insight
Per capire come sta evolvendo la trasformazione digitale è utile guardare i dati dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, riferimento nazionale per l’innovazione del settore agroalimentare. Le analisi più recenti mostrano un contesto in movimento, dove crescita e rallentamenti si alternano in un ecosistema ancora in definizione.
Il mercato dell’Agricoltura 4.0 ha registrato una forte espansione fino al 2023, raggiungendo circa 2,5 miliardi di euro. Il 2024 ha invece segnato una contrazione, con un valore intorno ai 2,3 miliardi, dovuta soprattutto al calo degli investimenti in macchinari e attrezzature connesse.
Nonostante questo, nel 2023 oltre il 70% delle aziende agricole ha utilizzato almeno una soluzione digitale. La maturità digitale, però, resta ancora bassa: solo una quota ridotta di imprese può considerarsi realmente avanzata e la superficie coltivabile gestita con tecniche di precisione rappresenta ancora una minoranza.

Tecnologie digitali che abilitano una filiera più efficiente
1. Intelligenza Artificiale
L’AI consente di automatizzare processi complessi e di modellare la domanda in modo predittivo. Nei contesti agroalimentari, può essere utilizzata per:
- ottimizzare la produzione, regolando parametri di crescita oppure processi di trasformazione in base ai dati raccolti;
- controllare la qualità in modo automatizzato, ad esempio analizzando immagini per identificare difetti o contaminazioni;
- prevedere la domanda dei consumatori, supportando la pianificazione di produzione e logistica;
- personalizzare l’offerta, suggerendo ricette o prodotti in base alle scelte e alle esigenze nutrizionali dell’utente.
2. Big Data
Grazie ai Big Data è possibile:
- identificare pattern nei comportamenti di acquisto, nelle condizioni di stoccaggio o nelle performance produttive;
- migliorare la pianificazione strategica, sfruttando dati storici e in tempo reale per ridurre gli sprechi e adattare la produzione;
- integrare dati da più fonti (sensori, ERP, logistica, vendite) per ottenere una visione unificata e operativa della filiera;
3. Internet of Things (IoT)
L’IoT gioca un ruolo fondamentale nella digitalizzazione della filiera: sensori intelligenti installati in campo, nei magazzini o sui mezzi di trasporto misurano parametri critici come temperatura, umidità o posizione.
Questi dispositivi permettono di:
- monitorare le condizioni ambientali in tempo reale per prevenire deterioramenti;
- intervenire tempestivamente in caso di anomalie, minimizzando perdite e sprechi;
- alimentare le piattaforme dati con informazioni continue e affidabili, utili per le analisi predittive.
4. Robotica e automazione
La robotica può:
- svolgere attività ripetitive con alta precisione (manipolazione, confezionamento, controllo qualità);
- ridurre gli errori umani e migliorare la sicurezza sul lavoro;
- liberare risorse umane per compiti strategici e decisionali, aumentando così l’efficienza complessiva della produzione.

Smart Venues: un caso concreto di digitalizzazione della filiera agroalimentare
Smart Venues è un progetto dedicato alla valorizzazione della filiera agroalimentare siciliana attraverso la creazione di un ecosistema phygital in cui tecnologie digitali, infrastrutture fisiche e contenuti territoriali collaborano per migliorare la qualità dei prodotti, rafforzare la tracciabilità e offrire ai consumatori un’esperienza più ricca e informata. Al centro c’è una Customer Experience Platform che integra i dati provenienti da un insieme di touchpoint, ciascuno con un ruolo specifico nel monitoraggio e nell’interazione:
- Sensori IoT nei punti vendita: raccolgono informazioni in tempo reale su condizioni ambientali e stato dei prodotti, consentendo di intervenire rapidamente in caso di anomalie, preservare la qualità e migliorare l’efficienza operativa del punto vendita.
- Digital signage: schermi e contenuti dinamici che informano, educano e guidano il consumatore, offrendo messaggi personalizzati basati sul contesto e sulle caratteristiche dei prodotti presenti in negozio.
- Smart label applicate ai prodotti: etichette intelligenti che permettono al consumatore di accedere a schede di tracciabilità, informazioni nutrizionali, contenuti territoriali e storytelling del produttore.
- Robot Mike Process Master®: un robot autonomo che integra AI, Computer Vision e IoT per analizzare gli scaffali, rilevare la disponibilità dei prodotti, individuare errori di posizionamento ed evidenziare opportunità di riordino, contribuendo all’ottimizzazione operativa e strategica dello store.
- App mobile per i consumatori: lo strumento che integra funzioni di streaming commerce, profilazione utente e strategie di gamification, stimolando engagement e loyalty.
Tutti questi flussi informativi convergono in un data lake centralizzato, dove l’intelligenza artificiale analizza i comportamenti degli utenti, la condizione dei prodotti e i trend per generare insight utili a ottimizzare processi, prendere decisioni strategiche e valorizzare l’intera filiera attraverso approcci realmente data-driven.
La phygital wine experience
Un esempio concreto di come Smart Venues abiliti nuove forme di valorizzazione della filiera è rappresentato dall’esperienza sviluppata da Softec in occasione di Vinitaly, il principale evento internazionale dedicato al mondo del vino. In questo contesto, la degustazione si evolve in un’esperienza phygital, capace di unire tradizione enologica e strumenti digitali avanzati. Attraverso audioguide intelligenti accessibili da smartphone, i visitatori possono selezionare il vino degustato e indicare il proprio livello di conoscenza. L’intelligenza artificiale genera così contenuti personalizzati, adattando il racconto a interessi e competenze dell’utente e trasformando ogni calice in un’esperienza culturale immersiva.

Benefici per gli stakeholder
L’ecosistema Smart Venues genera benefici tangibili lungo tutta la filiera:
- Per i produttori, la piattaforma offre maggiore visibilità e strumenti utili a rafforzare le strategie di go-to-market, facilitando anche l’apertura verso mercati internazionali.
- Per i retailer, il sistema abilita un monitoraggio costante degli scaffali, delle performance, delle promozioni e delle preferenze dei clienti, permettendo interventi più tempestivi e decisioni basate su dati reali.
- Per i consumatori, l’esperienza phygital diventa più coinvolgente e personalizzata, grazie alla possibilità di accedere a contenuti informativi, storytelling di prodotto e interazioni digitali direttamente in punto vendita o tramite app.
- Infine, per il territorio, Smart Venues contribuisce alla valorizzazione delle eccellenze siciliane, promuovendo cultura, tradizioni e identità locale.
Test sul territorio
Smart Venues è stato testato in contesti reali: La GDO ad Agrigento, l’Acireale Lab di cultura e tecnologia a Catania e l’Enoteca Regionale del Sud Est a Vittoria (RG).
Le sperimentazioni hanno confermato l’efficacia della piattaforma nell’integrazione tra produzione, distribuzione e esperienza del consumatore.
Un modello replicabile
Grazie alla sua architettura modulare, Smart Venues può essere configurato in base alle esigenze di prodotti, territori e attori della filiera, adattandosi a contesti con livelli di maturità digitale differenti. L’integrazione tra i diversi touchpoint può infatti essere scalata o ricalibrata a seconda delle priorità: dalla semplice tracciabilità digitale fino a ecosistemi phygital completi che connettono produttori, retailer e consumatori. Questa flessibilità rende Smart Venues un modello replicabile non solo per altre filiere agroalimentari, ma anche per settori in cui la valorizzazione territoriale, la qualità dei prodotti e l’esperienza dell’utente finale rappresentano elementi strategici.
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